JBL Stage 2 Kit 5.1 : 240B Surround + 260F Frontali + 245C Centrale + 200P Subwoofer

JBL  |  SKU: JBL-Stage-2-Kit-5.1
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JBL Stage 2 5.1: kit diffusori con 260F, 240B, 245C e subwoofer 200P

Questa configurazione riunisce i principali elementi della serie JBL Stage 2 senza imporre un sintoamplificatore specifico. Le due torri 260F lavorano come canali frontali, la coppia 240B completa il campo posteriore, il centrale 245C gestisce dialoghi ed effetti ancorati allo schermo e il subwoofer attivo 200P riproduce la traccia LFE. La tecnologia condivisa comprende tweeter da 25 mm in alluminio anodizzato su guida d’onda HDI e woofer Polycellulose nervati. Il 200P impiega un driver da 250 mm con 150 W RMS e 300 W dinamici. La libertà di scegliere l’AVR è il vantaggio principale: si può costruire un impianto 5.1 tradizionale oppure partire direttamente con sette o più canali per aggiungere i moduli 240H. Il ricevitore, i moduli Atmos, i cavi e gli stand non fanno parte del pacchetto.

Un sistema passivo aperto alla scelta dell’elettronica e alle espansioni future

  • 260F con cablaggio predisposto per 240H: I morsetti dedicati e la gestione interna del cavo permettono di collocare i moduli Atmos sopra le torri in modo ordinato. I 240H e i canali amplificati necessari restano però acquisti separati.
  • 240B adatte ai posteriori e fornite come coppia: JBL include staffe a parete e tappi per le porte reflex. Il woofer da 114 mm rende il cabinet compatto, ma la sensibilità di 85 dB richiede una calibrazione corretta rispetto ai canali frontali.
  • 245C costruito per una seduta larga: I quattro woofer da 114 mm distribuiscono l’emissione lungo un cabinet di 740 mm. Il dato di 20–150 W è una raccomandazione per l’amplificatore, non la potenza continua del diffusore.
  • 200P con controlli di integrazione completi: Volume, fase, accensione automatica e crossover variabile aiutano a raccordare il sub con la stanza. Collegandolo all’uscita LFE dell’AVR, il filtro interno può essere gestito in modo coerente.
  • Carico nominale di 6 Ohm sui cinque canali: 260F, 240B e 245C condividono l’impedenza nominale. L’AVR deve essere stabile su questo carico e disporre di ventilazione sufficiente quando tutti i canali sono attivi.
  • Nessun limite imposto su HDMI, streaming o calibrazione: Scegliendo separatamente il ricevitore si possono privilegiare 4K/120, Dirac, multiroom, numero di ingressi o canali height. Il kit definisce la parte acustica, non le funzioni elettroniche.

Un fronte dinamico e coerente con posteriori compatti, da calibrare in base alla stanza reale

Le Stage 260F dichiarano 90 dB di sensibilità e una risposta da 40 Hz, mentre le 240B scendono a 85 dB e 53 Hz. Questa differenza rende importante il sistema di calibrazione del ricevitore: livelli, ritardi e crossover devono essere impostati per ogni canale, non copiati in modo uniforme. Il 245C, con 91 dB, può sostenere dialoghi chiari anche a distanza, ma il suo posizionamento deve puntare verso l’area d’ascolto. Il subwoofer 200P estende il sistema a 28 Hz dichiarati e riduce il carico di lavoro dei diffusori passivi. Se si aggiungono i 240H, il ricevitore deve decodificare Dolby Atmos e fornire almeno sette canali amplificati. In musica, le 260F possono lavorare da sole in stereo, mentre il sub può essere mantenuto attivo oppure escluso secondo il tipo di gestione bassi scelta.

Prima della scelta dell’AVR bisogna misurare anche il mobile del centrale e lo spazio superiore alle torri

Il 245C è il componente più difficile da collocare: 740 mm di larghezza e 217 mm di profondità richiedono un ripiano o un mobile progettato per un vero centrale. Le 260F usano porte reflex posteriori e una base larga 310 mm; una parete troppo vicina può aumentare la gamma bassa e impedire l’eventuale montaggio pulito dei moduli 240H. Le 240B possono andare su parete con le staffe incluse, ma il percorso dei cavi va preparato prima. Il 200P richiede alimentazione e un cavo LFE, oltre a un’area di circa 350 x 385 mm sul pavimento. L’AVR non è incluso e deve essere scelto anche in base alla profondità del mobile, alla ventilazione e al numero di sorgenti. Un ricevitore 5.1 basta per la configurazione attuale; un 7.2 è il minimo sensato per un’evoluzione 5.1.2.

La composizione premia chi vuole decidere autonomamente il livello dell’elettronica

Il kit è adatto a chi possiede già un sintoamplificatore o vuole investire in una piattaforma AV più evoluta rispetto ai modelli a cinque canali. Prima dell’acquisto occorre verificare l’impedenza supportata, la presenza di un’uscita subwoofer, il numero di canali amplificati e le funzioni HDMI richieste da console e TV. È possibile mantenere il sistema in 5.1 oppure aggiungere 240H, un secondo subwoofer o diffusori posteriori ulteriori, se l’AVR lo consente. Non è una soluzione per chi desidera collegare il televisore e ascoltare immediatamente: servono elettronica, cablaggio e configurazione. In una stanza medio-grande, con il centrale correttamente collocato e le torri distanziate, offre però una base più flessibile di un bundle chiuso, perché la parte acustica può restare invariata mentre il ricevitore viene scelto o aggiornato in funzione del progetto.

Informazioni GPSR

Informazioni Generali

Marcatura CE: Sì

Nome: AUDIOGAMMA SPA

Indirizzo: Via Nino Bixio, 13 20900 , Monza

Email: info@audiogamma.it

Sito Web: https://www.audiogamma.it

Avvertenze
  • P102: Tenere fuori dalla portata dei bambini.
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JBL Stage 2 5.1: kit diffusori con 260F, 240B, 245C e subwoofer 200P

Questa configurazione riunisce i principali elementi della serie JBL Stage 2 senza imporre un sintoamplificatore specifico. Le due torri 260F lavorano come canali frontali, la coppia 240B completa il campo posteriore, il centrale 245C gestisce dialoghi ed effetti ancorati allo schermo e il subwoofer attivo 200P riproduce la traccia LFE. La tecnologia condivisa comprende tweeter da 25 mm in alluminio anodizzato su guida d’onda HDI e woofer Polycellulose nervati. Il 200P impiega un driver da 250 mm con 150 W RMS e 300 W dinamici. La libertà di scegliere l’AVR è il vantaggio principale: si può costruire un impianto 5.1 tradizionale oppure partire direttamente con sette o più canali per aggiungere i moduli 240H. Il ricevitore, i moduli Atmos, i cavi e gli stand non fanno parte del pacchetto.

Un sistema passivo aperto alla scelta dell’elettronica e alle espansioni future

Un fronte dinamico e coerente con posteriori compatti, da calibrare in base alla stanza reale

Le Stage 260F dichiarano 90 dB di sensibilità e una risposta da 40 Hz, mentre le 240B scendono a 85 dB e 53 Hz. Questa differenza rende importante il sistema di calibrazione del ricevitore: livelli, ritardi e crossover devono essere impostati per ogni canale, non copiati in modo uniforme. Il 245C, con 91 dB, può sostenere dialoghi chiari anche a distanza, ma il suo posizionamento deve puntare verso l’area d’ascolto. Il subwoofer 200P estende il sistema a 28 Hz dichiarati e riduce il carico di lavoro dei diffusori passivi. Se si aggiungono i 240H, il ricevitore deve decodificare Dolby Atmos e fornire almeno sette canali amplificati. In musica, le 260F possono lavorare da sole in stereo, mentre il sub può essere mantenuto attivo oppure escluso secondo il tipo di gestione bassi scelta.

Prima della scelta dell’AVR bisogna misurare anche il mobile del centrale e lo spazio superiore alle torri

Il 245C è il componente più difficile da collocare: 740 mm di larghezza e 217 mm di profondità richiedono un ripiano o un mobile progettato per un vero centrale. Le 260F usano porte reflex posteriori e una base larga 310 mm; una parete troppo vicina può aumentare la gamma bassa e impedire l’eventuale montaggio pulito dei moduli 240H. Le 240B possono andare su parete con le staffe incluse, ma il percorso dei cavi va preparato prima. Il 200P richiede alimentazione e un cavo LFE, oltre a un’area di circa 350 x 385 mm sul pavimento. L’AVR non è incluso e deve essere scelto anche in base alla profondità del mobile, alla ventilazione e al numero di sorgenti. Un ricevitore 5.1 basta per la configurazione attuale; un 7.2 è il minimo sensato per un’evoluzione 5.1.2.

La composizione premia chi vuole decidere autonomamente il livello dell’elettronica

Il kit è adatto a chi possiede già un sintoamplificatore o vuole investire in una piattaforma AV più evoluta rispetto ai modelli a cinque canali. Prima dell’acquisto occorre verificare l’impedenza supportata, la presenza di un’uscita subwoofer, il numero di canali amplificati e le funzioni HDMI richieste da console e TV. È possibile mantenere il sistema in 5.1 oppure aggiungere 240H, un secondo subwoofer o diffusori posteriori ulteriori, se l’AVR lo consente. Non è una soluzione per chi desidera collegare il televisore e ascoltare immediatamente: servono elettronica, cablaggio e configurazione. In una stanza medio-grande, con il centrale correttamente collocato e le torri distanziate, offre però una base più flessibile di un bundle chiuso, perché la parte acustica può restare invariata mentre il ricevitore viene scelto o aggiornato in funzione del progetto.

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