Audiolab D9 SILVER Converitore DAC Sabre ESS9038Pro 32 bit Display IPS da 2.8'' con VU meter

AUDIOLAB  |  SKU: D9-SILVER  |  Codice a barre: 6976522464566
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Audiolab D9 Silver: DAC full-size compatto per centralizzare sorgenti digitali, Bluetooth e ascolto in cuffia

Quando un impianto dispone già di amplificazione e diffusori ma le sorgenti digitali stanno aumentando, l’Audiolab D9 Silver offre un punto di conversione unico con una dotazione più ampia di quella di un DAC USB essenziale. Il chip ESS Sabre ES9038PRO gestisce via PC USB segnali PCM fino a 32 bit/768 kHz e DSD512; due ingressi coassiali, due ottici e AES/EBU permettono di collegare trasporti CD, streamer o interfacce digitali compatibili, mentre Bluetooth 5.1 con aptX, aptX HD e LDAC aggiunge un accesso wireless diretto. Le uscite analogiche RCA e XLR consentono di scegliere tra collegamento sbilanciato e bilanciato verso l’amplificazione, e l’uscita cuffie frontale evita di creare una postazione separata per l’ascolto personale. La finitura Silver e il display IPS da 2,8 pollici con VU meter rendono il D9 adatto a un sistema lasciato a vista, ma il suo valore principale resta la capacità di riunire più sorgenti e formati in un’unica elettronica dedicata.

Più ingressi digitali, più modi di usare lo stesso convertitore

  • ESS ES9038PRO per file ad alta risoluzione: L’ingresso PC USB arriva a PCM 768 kHz e DSD512. È utile per chi usa computer o server audio con file hi-res e vuole che il DAC resti compatibile con risoluzioni superiori a quelle normalmente trasmesse via S/PDIF.
  • AES/EBU oltre a coassiale e ottico: Ai due ingressi coassiali e ai due Toslink si aggiunge AES3/EBU. In un impianto con trasporto digitale o interfacce professionali compatibili, questa connessione evita adattatori e amplia realmente le possibilità di integrazione.
  • Bluetooth 5.1 con LDAC e aptX HD: Lo smartphone può diventare una sorgente immediata senza occupare un ingresso cablato. La presenza di codec come LDAC e aptX HD è utile per un ascolto wireless più curato quando il dispositivo sorgente li supporta.
  • RCA e XLR per scegliere il collegamento analogico: Il D9 fornisce 2,05 Vrms su RCA e 4,1 Vrms su XLR. La doppia uscita permette di adattarsi a ingressi diversi dell’amplificatore senza dover cambiare DAC quando il sistema evolve.
  • Amplificatore cuffie dedicato: La presa frontale integra uno stadio a feedback di corrente dichiarato per carichi da 20 a 600 ohm. È una funzione concreta per chi alterna ascolto dai diffusori e cuffie sulla stessa sorgente digitale.
  • Display IPS con menu e VU meter: Lo schermo da 2,8 pollici mostra sorgente, formato e impostazioni, e può visualizzare VU meter digitali o analogici. In un impianto con più ingressi aiuta a capire rapidamente quale percorso è attivo.

Dalla libreria USB al trasporto CD: il D9 ha senso quando la sorgente digitale non è una sola

In una stanza d’ascolto dove convivono computer, trasporto CD e streamer, il D9 consente di lasciare ogni sorgente collegata al proprio ingresso e commutare dal frontale o dal telecomando. Il vantaggio non è solo numerico: USB-B può essere riservata ai file ad alta risoluzione, S/PDIF alle sorgenti tradizionali e AES/EBU a un trasporto compatibile. I cinque filtri di ricostruzione DAC e l’upsampling selezionabile a 352,8 o 384 kHz aggiungono un margine di regolazione per chi desidera confrontare impostazioni diverse senza modificare software o sorgente. L’uscita cuffie completa il flusso d’uso serale, mentre RCA e XLR mantengono il D9 come sorgente principale dell’impianto. Non integra streaming di rete autonomo: quando si vuole Spotify, Qobuz o una libreria NAS serve quindi uno streamer esterno oppure una sorgente Bluetooth/USB compatibile.

Finitura Silver, chassis in alluminio e profondità da considerare nel mobile hi-fi

Il frontale chiaro e il display a colori lo rendono visivamente coerente con elettroniche Silver e rack in cui il DAC resta in primo piano. Le dimensioni ufficiali sono 277 × 88,3 × 315 mm e il peso è 4,2 kg: occupa meno in larghezza di molti componenti full-size, ma richiede comunque una mensola con profondità sufficiente per USB, AES/EBU, XLR e cavi digitali posteriori. Le uscite digitali coassiale e ottica permettono inoltre di mantenere un secondo percorso digitale verso un registratore o un altro convertitore compatibile, se il sistema lo richiede. Il telecomando incluso riduce la necessità di raggiungere il frontale quando il D9 è posizionato in un rack. Per un’installazione ordinata conviene decidere in anticipo se utilizzare RCA o XLR, così da evitare cablaggi analogici duplicati senza un reale beneficio.

È adatto a chi vuole un hub digitale evoluto; meno indicato se serve uno streamer di rete integrato

Il D9 Silver è coerente con chi possiede già un amplificatore e vuole migliorare o centralizzare la conversione di più sorgenti digitali, mantenendo anche un’uscita cuffie dedicata. Ha particolare senso con computer USB, trasporto CD, streamer esterno e sorgenti Bluetooth che devono convivere nello stesso sistema. Prima dell’acquisto è utile verificare quale connessione userà ogni sorgente: via PC USB sono disponibili PCM fino a 768 kHz e DSD512, mentre ottico e coassiale arrivano a 192 kHz. Va controllato anche lo spazio posteriore, soprattutto se si usano XLR e AES/EBU. Se l’obiettivo principale è riprodurre servizi streaming o librerie di rete senza aggiungere uno streamer, serve un apparecchio con piattaforma network integrata; il D9 nasce invece come DAC e hub digitale con conversione, Bluetooth e cuffie.

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Audiolab D9 Silver: DAC full-size compatto per centralizzare sorgenti digitali, Bluetooth e ascolto in cuffia

Quando un impianto dispone già di amplificazione e diffusori ma le sorgenti digitali stanno aumentando, l’Audiolab D9 Silver offre un punto di conversione unico con una dotazione più ampia di quella di un DAC USB essenziale. Il chip ESS Sabre ES9038PRO gestisce via PC USB segnali PCM fino a 32 bit/768 kHz e DSD512; due ingressi coassiali, due ottici e AES/EBU permettono di collegare trasporti CD, streamer o interfacce digitali compatibili, mentre Bluetooth 5.1 con aptX, aptX HD e LDAC aggiunge un accesso wireless diretto. Le uscite analogiche RCA e XLR consentono di scegliere tra collegamento sbilanciato e bilanciato verso l’amplificazione, e l’uscita cuffie frontale evita di creare una postazione separata per l’ascolto personale. La finitura Silver e il display IPS da 2,8 pollici con VU meter rendono il D9 adatto a un sistema lasciato a vista, ma il suo valore principale resta la capacità di riunire più sorgenti e formati in un’unica elettronica dedicata.

Più ingressi digitali, più modi di usare lo stesso convertitore

Dalla libreria USB al trasporto CD: il D9 ha senso quando la sorgente digitale non è una sola

In una stanza d’ascolto dove convivono computer, trasporto CD e streamer, il D9 consente di lasciare ogni sorgente collegata al proprio ingresso e commutare dal frontale o dal telecomando. Il vantaggio non è solo numerico: USB-B può essere riservata ai file ad alta risoluzione, S/PDIF alle sorgenti tradizionali e AES/EBU a un trasporto compatibile. I cinque filtri di ricostruzione DAC e l’upsampling selezionabile a 352,8 o 384 kHz aggiungono un margine di regolazione per chi desidera confrontare impostazioni diverse senza modificare software o sorgente. L’uscita cuffie completa il flusso d’uso serale, mentre RCA e XLR mantengono il D9 come sorgente principale dell’impianto. Non integra streaming di rete autonomo: quando si vuole Spotify, Qobuz o una libreria NAS serve quindi uno streamer esterno oppure una sorgente Bluetooth/USB compatibile.

Finitura Silver, chassis in alluminio e profondità da considerare nel mobile hi-fi

Il frontale chiaro e il display a colori lo rendono visivamente coerente con elettroniche Silver e rack in cui il DAC resta in primo piano. Le dimensioni ufficiali sono 277 × 88,3 × 315 mm e il peso è 4,2 kg: occupa meno in larghezza di molti componenti full-size, ma richiede comunque una mensola con profondità sufficiente per USB, AES/EBU, XLR e cavi digitali posteriori. Le uscite digitali coassiale e ottica permettono inoltre di mantenere un secondo percorso digitale verso un registratore o un altro convertitore compatibile, se il sistema lo richiede. Il telecomando incluso riduce la necessità di raggiungere il frontale quando il D9 è posizionato in un rack. Per un’installazione ordinata conviene decidere in anticipo se utilizzare RCA o XLR, così da evitare cablaggi analogici duplicati senza un reale beneficio.

È adatto a chi vuole un hub digitale evoluto; meno indicato se serve uno streamer di rete integrato

Il D9 Silver è coerente con chi possiede già un amplificatore e vuole migliorare o centralizzare la conversione di più sorgenti digitali, mantenendo anche un’uscita cuffie dedicata. Ha particolare senso con computer USB, trasporto CD, streamer esterno e sorgenti Bluetooth che devono convivere nello stesso sistema. Prima dell’acquisto è utile verificare quale connessione userà ogni sorgente: via PC USB sono disponibili PCM fino a 768 kHz e DSD512, mentre ottico e coassiale arrivano a 192 kHz. Va controllato anche lo spazio posteriore, soprattutto se si usano XLR e AES/EBU. Se l’obiettivo principale è riprodurre servizi streaming o librerie di rete senza aggiungere uno streamer, serve un apparecchio con piattaforma network integrata; il D9 nasce invece come DAC e hub digitale con conversione, Bluetooth e cuffie.

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