Audiolab D9 NERO Converitore DAC Sabre ESS9038Pro 32 bit Display IPS da 2.8'' con VU meter

AUDIOLAB  |  SKU: D9-BLACK  |  Codice a barre: 6976522464481
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Audiolab D9 Black: DAC ES9038PRO per un impianto digitale con più trasporti e uscite bilanciate

In un sistema stereo già strutturato, il D9 Black è interessante soprattutto quando il DAC deve servire più sorgenti senza diventare un semplice accessorio del computer. Audiolab combina il convertitore ESS Sabre ES9038PRO con due coassiali, due ottici, USB-B, USB-A per memoria esterna e un ingresso AES/EBU; in parallelo, Bluetooth 5.1 con aptX, aptX HD e LDAC permette un ascolto rapido da dispositivi mobili compatibili. Il percorso USB supporta PCM fino a 32 bit/768 kHz e DSD512, mentre le uscite analogiche sono disponibili sia RCA sia XLR. A questo si aggiunge un amplificatore cuffie a feedback di corrente e un display IPS da 2,8 pollici che rende visibili sorgente, formato e impostazioni. La finitura nera si presta bene a un rack con elettroniche scure e lascia il display come unico elemento visivo dominante; tecnicamente, però, il punto distintivo è la capacità di funzionare come centro di conversione per trasporti digitali molto diversi tra loro.

Una dotazione pensata per evitare commutatori e DAC separati

  • Cinque famiglie di ingresso digitale: Coassiale, ottico, USB-B, USB-A e AES/EBU coprono computer, trasporti, memorie e interfacce compatibili. Il vantaggio è lasciare più sorgenti stabilmente cablate e selezionarle senza spostare cavi.
  • PCM 768 kHz e DSD512 via PC USB: Il collegamento USB-B sfrutta la capacità massima del percorso digitale dichiarato. Per chi archivia file hi-res su computer o server, il D9 non impone il limite dei 192 kHz tipico dello S/PDIF.
  • Uscita XLR da 4,1 Vrms: La connessione bilanciata affianca l’RCA da 2,05 Vrms e può essere sfruttata con preamplificatori o integrati dotati di ingressi XLR. È un’opzione utile soprattutto in sistemi già predisposti per cablaggio bilanciato.
  • Bluetooth con codec ad alta risoluzione compatibili: LDAC e aptX HD permettono di usare il D9 anche quando la sorgente è uno smartphone. Non sostituisce uno streamer di rete, ma rende più semplice l’ascolto occasionale senza accendere computer o trasporto.
  • Cuffie sullo stesso DAC dell’impianto: Lo stadio cuffie frontale dichiarato per 20-600 ohm consente di mantenere la stessa conversione usata dai diffusori. È pratico per sessioni serali o per confrontare cuffie senza aggiungere un secondo DAC.
  • Controllo visivo completo: Il display IPS 480×640 da 2,8 pollici e il telecomando offrono accesso diretto a filtri, ingresso e modalità di visualizzazione. Con molte sorgenti collegate riducono l’ambiguità dei semplici LED di stato.

Un DAC da lasciare al centro del rack quando cambiano le sorgenti ma non il riferimento analogico

Il D9 Black trova una collocazione efficace in un impianto dove l’amplificazione resta stabile e nel tempo cambiano computer, streamer o trasporti. L’utente può dedicare AES/EBU a una sorgente professionale, S/PDIF a un lettore, USB-B al computer e Bluetooth all’ascolto veloce, mantenendo sempre le stesse uscite analogiche verso l’amplificatore. I cinque filtri DAC e l’upsampling selezionabile offrono possibilità di regolazione senza trasformare la gestione quotidiana in una procedura complessa: una volta definita l’impostazione preferita, il DAC può restare configurato. La presenza di uscita digitale ottica e coassiale permette anche di inoltrare il segnale verso altri dispositivi compatibili. Chi usa esclusivamente uno streamer con DAC già soddisfacente potrebbe non sfruttare questa varietà; chi invece ha più sorgenti digitali trae beneficio proprio dalla centralizzazione.

Chassis nero in alluminio e larghezza contenuta per elettroniche già affollate

Con 277 mm di larghezza il D9 occupa meno spazio frontale di un componente da 43 cm e può affiancarsi a streamer o amplificatori compatti. La profondità di 315 mm richiede però attenzione al cablaggio posteriore, soprattutto con connettori XLR e AES/EBU che aggiungono ingombro. Il telaio in alluminio e la finitura Black si inseriscono facilmente in mobili AV o rack con componenti scuri, mentre il display a colori resta leggibile anche in un ambiente poco illuminato. Se vengono usate contemporaneamente uscite analogiche e digitali, conviene organizzare i cavi per funzione e lasciare ventilazione libera intorno all’apparecchio. Il peso di 4,2 kg non richiede supporti speciali, ma una base stabile aiuta a mantenere ordinati i collegamenti e a non sollecitare le prese posteriori.

Sceglilo se il problema è gestire più sorgenti digitali; valuta altro se vuoi rete e app integrate

È un DAC indicato per l’ascoltatore che ha già costruito una catena hi-fi e vuole un convertitore unico per computer, trasporto CD, streamer esterno e Bluetooth. Prima dell’acquisto è importante distinguere le risoluzioni per ingresso: USB-B arriva a PCM 768 kHz e DSD512, mentre coassiale e ottico sono limitati a PCM 192 kHz. Va poi verificato se l’amplificatore a valle dispone di RCA o XLR e quale delle due connessioni si intende usare. L’uscita cuffie aggiunge valore se viene sfruttata realmente; se l’ascolto è solo da diffusori e la sorgente principale è già un network player completo, una soluzione più semplice può essere sufficiente. Il D9 Black è invece coerente quando la priorità è avere numerosi ingressi, conversione di fascia dedicata e gestione locale chiara.

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Audiolab D9 NERO Converitore DAC Sabre ESS9038Pro 32 bit Display IPS da 2.8'' con VU meter

€1.259,00 €1.399,00

Audiolab D9 Black: DAC ES9038PRO per un impianto digitale con più trasporti e uscite bilanciate

In un sistema stereo già strutturato, il D9 Black è interessante soprattutto quando il DAC deve servire più sorgenti senza diventare un semplice accessorio del computer. Audiolab combina il convertitore ESS Sabre ES9038PRO con due coassiali, due ottici, USB-B, USB-A per memoria esterna e un ingresso AES/EBU; in parallelo, Bluetooth 5.1 con aptX, aptX HD e LDAC permette un ascolto rapido da dispositivi mobili compatibili. Il percorso USB supporta PCM fino a 32 bit/768 kHz e DSD512, mentre le uscite analogiche sono disponibili sia RCA sia XLR. A questo si aggiunge un amplificatore cuffie a feedback di corrente e un display IPS da 2,8 pollici che rende visibili sorgente, formato e impostazioni. La finitura nera si presta bene a un rack con elettroniche scure e lascia il display come unico elemento visivo dominante; tecnicamente, però, il punto distintivo è la capacità di funzionare come centro di conversione per trasporti digitali molto diversi tra loro.

Una dotazione pensata per evitare commutatori e DAC separati

Un DAC da lasciare al centro del rack quando cambiano le sorgenti ma non il riferimento analogico

Il D9 Black trova una collocazione efficace in un impianto dove l’amplificazione resta stabile e nel tempo cambiano computer, streamer o trasporti. L’utente può dedicare AES/EBU a una sorgente professionale, S/PDIF a un lettore, USB-B al computer e Bluetooth all’ascolto veloce, mantenendo sempre le stesse uscite analogiche verso l’amplificatore. I cinque filtri DAC e l’upsampling selezionabile offrono possibilità di regolazione senza trasformare la gestione quotidiana in una procedura complessa: una volta definita l’impostazione preferita, il DAC può restare configurato. La presenza di uscita digitale ottica e coassiale permette anche di inoltrare il segnale verso altri dispositivi compatibili. Chi usa esclusivamente uno streamer con DAC già soddisfacente potrebbe non sfruttare questa varietà; chi invece ha più sorgenti digitali trae beneficio proprio dalla centralizzazione.

Chassis nero in alluminio e larghezza contenuta per elettroniche già affollate

Con 277 mm di larghezza il D9 occupa meno spazio frontale di un componente da 43 cm e può affiancarsi a streamer o amplificatori compatti. La profondità di 315 mm richiede però attenzione al cablaggio posteriore, soprattutto con connettori XLR e AES/EBU che aggiungono ingombro. Il telaio in alluminio e la finitura Black si inseriscono facilmente in mobili AV o rack con componenti scuri, mentre il display a colori resta leggibile anche in un ambiente poco illuminato. Se vengono usate contemporaneamente uscite analogiche e digitali, conviene organizzare i cavi per funzione e lasciare ventilazione libera intorno all’apparecchio. Il peso di 4,2 kg non richiede supporti speciali, ma una base stabile aiuta a mantenere ordinati i collegamenti e a non sollecitare le prese posteriori.

Sceglilo se il problema è gestire più sorgenti digitali; valuta altro se vuoi rete e app integrate

È un DAC indicato per l’ascoltatore che ha già costruito una catena hi-fi e vuole un convertitore unico per computer, trasporto CD, streamer esterno e Bluetooth. Prima dell’acquisto è importante distinguere le risoluzioni per ingresso: USB-B arriva a PCM 768 kHz e DSD512, mentre coassiale e ottico sono limitati a PCM 192 kHz. Va poi verificato se l’amplificatore a valle dispone di RCA o XLR e quale delle due connessioni si intende usare. L’uscita cuffie aggiunge valore se viene sfruttata realmente; se l’ascolto è solo da diffusori e la sorgente principale è già un network player completo, una soluzione più semplice può essere sufficiente. Il D9 Black è invece coerente quando la priorità è avere numerosi ingressi, conversione di fascia dedicata e gestione locale chiara.

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