Nel catalogo TechSoundSystem questa impostazione emerge soprattutto nelle stazioni multimediali universali e nelle soluzioni per migliorare l’impianto originale. Il filo conduttore non è la quantità di funzioni, ma il modo in cui vengono integrate: sfruttare gli spazi e i collegamenti già presenti nell’auto per aggiungere tecnologia dove serve davvero.
L’upgrade multimediale parte dallo spazio disponibile
Molte auto dispongono ancora di un vano 1 DIN, ma questo non significa dover rinunciare a un’interfaccia ampia e moderna. La Macrom T1003DAB utilizza un telaio 1 DIN abbinato a un display QLED da 10,1 pollici orientabile: una soluzione che separa lo spazio necessario all’installazione dalla dimensione dello schermo, rendendo possibile un upgrade più importante anche su plance nate per sorgenti compatte.
Il sistema Android 13, la connettività wireless con smartphone e i due ingressi per telecamere ampliano le funzioni di bordo, ma un dettaglio meno evidente racconta bene l’approccio del marchio: il DAB Service Following può mantenere l’ascolto della stessa emittente passando automaticamente tra DAB, DAB+ e FM quando cambia la copertura. Non è solo una funzione in più, ma un esempio di tecnologia pensata per rendere più continuo l’uso quotidiano del sistema durante il viaggio.
Migliorare l’audio di serie senza sostituire la sorgente
Su molte vetture moderne la radio originale non gestisce soltanto la musica: può essere legata ai comandi al volante, alle impostazioni del veicolo o ad altre funzioni di bordo. Per questo sostituirla non è sempre la strada più semplice per ottenere un suono migliore.
La serie DSPA di Macrom nasce proprio per intervenire a valle della sorgente originale. Il Macrom M-DSPA.500 può ricevere il segnale ad alto livello della radio di serie e, tramite cablaggi dedicati, inserirsi tra sorgente e altoparlanti senza richiedere la sostituzione dell’unità principale. Il DSP integrato permette di lavorare su livelli, filtri, ritardi temporali ed equalizzazione, mentre il controllo via app Bluetooth rende la taratura accessibile direttamente da smartphone.
La configurazione a cinque canali aggiunge inoltre un canale dedicato al subwoofer. Il vantaggio è pratico: amplificazione, elaborazione del segnale e gestione del basso possono essere riunite in un’unica architettura compatta, utile quando si vuole evolvere un impianto OEM senza moltiplicare elettroniche e cablaggi.
Più corpo al suono senza sacrificare il bagagliaio
Lo stesso criterio di integrazione si ritrova nelle soluzioni dedicate alle basse frequenze. Il Macrom M-SW1000 è un subwoofer amplificato alto 60 mm, progettato per trovare posto anche sotto un sedile. Gli ingressi RCA e ad alto livello con auto-sensing permettono di collegarlo sia a sistemi aftermarket sia a impianti originali, aggiungendo estensione in basso senza ricorrere necessariamente a un box ingombrante nel vano di carico.
È un esempio utile per capire il posizionamento attuale di Macrom: non puntare soltanto alla sostituzione completa dell’impianto, ma offrire componenti che possano inserirsi nel veicolo in modo progressivo, scegliendo di volta in volta quanto intervenire sull’audio o sull’infotainment.
Quando scegliere Macrom per il proprio impianto
Macrom è una scelta particolarmente coerente quando l’obiettivo è modernizzare un’auto, un camper o un veicolo commerciale senza trasformare ogni upgrade in un progetto completamente custom. Le soluzioni multimediali permettono di portare schermi, connettività e funzioni più attuali anche su plance meno recenti; la serie DSPA consente invece di lavorare sulla qualità sonora mantenendo, quando serve, la sorgente originale.
Il tratto distintivo del brand sta quindi nella capacità di collegare tecnologia e installazione: non aggiungere funzioni isolate, ma costruire aggiornamenti compatibili con i vincoli reali del veicolo, dallo spazio disponibile ai cablaggi esistenti.